Avevo sedici anni,
impaziente mi affacciavo alla vita,
all’amore e ai miei sogni,
scrivevo poesie:
“Immerso
nell’arido respiro
dell’estate
ascolto fragili
frinire le cicale.”
Credevo che sarei stato …
Che avrei fatto …
E tante altre cose
e credendolo mi sono fermato
ad aspettare che passassero gli anni,
li ho guardati passare uno dopo l’altro
come i vagoni tutti in fila
di un treno che non si ferma mai,
e comunque
non ho mai comprato il biglietto.
Li ho guardati passare
in attesa di non so più cosa
della vita o forse della morte,
pensando intanto a tante cose,
pensando e pensando
e pensando.
Ora so che intanto
nessuno pensava a me.
8 gennaio 2010
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