Ci sono volte che sembra
mi voglia parlare,
chissà cosa pensa,
mi zampetta intorno,
mugola, abbaia, guaisce,
gioca facendo finta di mordermi,
gratta il tappeto scavando,
si mette a pancia all’aria,
mi lecca la faccia e col pelo
mi fa il solletico.
Non so cosa pensa,
ma a volte mi viene vicino
per strapparmi una carezza,
proprio quando mi sento solo
e vuoto ed inutile,
scartato dalla vita e dalla sorte,
quando tutto mi crolla addosso
e mi chiedo perché
ancora vado avanti,
quando la mia vita puzza
e le mie giornate fangose
hanno l’afrore acido del vomito
che sento crescermi dentro.
Ci sono volte che sembra quasi saperlo,
si accuccia fra le mie gambe
e la sento più vicino
di chiunque altro.
Mi guardo intorno
e non c’è più nessuno,
sono fuggiti tutti,
ma mi è rimasto il cane.
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