Mama Africa.
La riconobbi subito dall’odore
prima che con gli occhi
dal sapore di muschio e morte,
sangue e fatica,
dal fetore degli stracci sporchi e laceri
addosso ai bambini
agli angoli delle strade
come piccoli sacchi d’immondizia.
Poi dalla vampa di calore,
dalla luce bianca e immensa,
dalla sete e dalla polvere
di mille anni,
che entra nel naso
e fa bruciare gli occhi
a me che ho già solo voglia di piangere.
Guardo il panorama, cerco nuove emozioni,
dopo tanti anni mi sento,
per la prima volta,
a casa mia.
Poi ancora il caldo, la luce mi abbaglia,
la vampa d’agosto
che i miei scuri occhi distratti
trafigge.
8 gennaio 2010.
La riconobbi subito dall’odore
prima che con gli occhi
dal sapore di muschio e morte,
sangue e fatica,
dal fetore degli stracci sporchi e laceri
addosso ai bambini
agli angoli delle strade
come piccoli sacchi d’immondizia.
Poi dalla vampa di calore,
dalla luce bianca e immensa,
dalla sete e dalla polvere
di mille anni,
che entra nel naso
e fa bruciare gli occhi
a me che ho già solo voglia di piangere.
Guardo il panorama, cerco nuove emozioni,
dopo tanti anni mi sento,
per la prima volta,
a casa mia.
Poi ancora il caldo, la luce mi abbaglia,
la vampa d’agosto
che i miei scuri occhi distratti
trafigge.
8 gennaio 2010.
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RispondiEliminaLuoghi di parole Vol.5 – novembre 2012 – Aletti Editore.